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Umano, (mai) troppo umano!

441px-Da Vinci Vitruve Luc Viatour

Le buone teorie, e le buone pratiche economiche, invocano il recupero della dimensione umana e auspicano il ritorno dell’umanesimo sociale
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Il liberalismo sociale, l’economia sociale di mercato, l’economia civile sono teorie accomunate dall’attenzione rivolta all’uomo nella sua interezza e dal personalismo economico, che rivendica la centralità della persona umana contro il mero homo oeconomicus. Afferma Quadrio Curzio: «… sono un sostenitore delle forme associative di impresa, specie nel contesto italiano… è attraverso le forme organizzate del sociale che si esplica quella democrazia partecipativa che non si esaurisce nella democrazia rappresentativa… Esiste infine una democrazia economica il cui centro è l’impresa e non solo il mercato. Detto altrimenti, la democrazia economica nasce nell’impresa e questa è una comunità di persone che cerca di raggiungere, anche attraverso la creatività e la cooperazione, un fine comune».
Accanto alla redditività e al profitto occorre prestare attenzione al lavoratore, inteso innanzitutto come essere umano. L’agire economico è inquadrato nel più ampio contesto della dignità della persona e della sua natura sociale. Il capitale umano viene prima e va oltre quello materiale. La principale risorsa dell’uomo è l’uomo stesso, con il suo carico di conoscenze, abilità, capacità organizzative, responsabilità, predisposizione alla cooperazione. L’integrale sviluppo della persona umana nel lavoro non contraddice, semmai ne favorisce la maggiore produttività ed efficacia.

Per approfondimenti: Economia sociale di mercato e umanesimo d'impresa, di V. Negri Zamagni, A. Quadrio Curzio, M. Vitale, Piccola Biblioteca d’Impresa Inaz, 2012.