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Sussidiarietà per l’innovazione, l’economia e lo sviluppo

Sussidiarieta x

Se la sussidiarietà si coniuga allo sviluppo e alla solidarietà è possibile aumentare l’innovazione in economia.

Il principio di sussidiarietà risale ad Aristotele, ma viene citato espressamente solo nel XIX secolo e formulato nel 1931. Riguarda i rapporti tra istituzioni, società e mercato. In sintesi: una società di ordine superiore non deve interferire nella vita interna di una società di ordine inferiore, né distruggerla né assorbirla, ma aiutarla in maniera suppletiva (subsidium ferre).
Sussidiarietà significa dare spazio a tutti i soggetti che hanno un ruolo in democrazia, alla capacità di iniziativa e alla creatività della persona e dei corpi intermedi. Ciò implica che le imprese e i distretti industriali siano espressione di comunità economico-sociali. Organizzazioni democratiche importanti come fattore di innovazione, in grado di favorire lo sviluppo e distribuire il benessere.
L’economista Wilhelm Röpke auspicava l’applicazione del principio di sussidiarietà anche all’interno dell’impresa. Infatti, senza forme interne di solidarietà e reciprocità il mercato non può adempiere pienamente la sua funzione economica. Anche perché, come dice Quadrio Curzio, «libertà (ma anche responsabilità) di intrapresa e concorrenza attraverso la disciplina costituzionale garantiscono una buona democrazia». 

Per approfondimenti: Economia sociale di mercato e umanesimo d'impresa, di V. Negri Zamagni, A. Quadrio Curzio, M. Vitale, Piccola Biblioteca d’Impresa Inaz, 2012.