IT / EN

La formazione aziendale ha bisogno di neorealismo

Inaz neorealismo 550x300

La nostra contemporaneità richiede una svolta concettuale e operativa in ambito formativo per generare valore in azienda e benessere personale.


La formazione ha svolto nel tempo diverse funzioni. La funzione didattica, dagli anni ’70 alla metà degli anni ’80, era connessa al trasferimento di contenuti. La funzione strategica, dalla fine degli anni ’80 al 2000, era soprattutto strumento di sviluppo di capacità per raggiungere gli obiettivi aziendali, in cui il relatore da accademico diventava formatore e poi animatore d’aula. La funzione generativa, all’inizio del 2000, ha dato alla formazione l’ottica del partecipante anziché quella del docente: dal teaching si passa al learning. Il legame che unisce le tre funzioni è il focus sui contenuti e sugli obiettivi formativi. In tutti i casi, si tratta di format prestabiliti e distaccati dalla quotidianità reale.
Per questo motivo occorre oggi un approccio neorealista. È il momento della formazione nel lavoro. Il formatore diventa un consulente aziendale operativo, che forma le persone direttamente sul lavoro, e un incubatore di competenze, che le affianca e le segue sul campo. È un approccio in grado di pedinare la realtà e di aiutare gli individui a sviluppare le proprie competenze, intese come sistema dinamico che riunisce conoscenze, capacità e comportamenti.
Gli obiettivi lavorativi, incentrati sui processi organizzativi e legati ai contesti e ai comportamenti reali, sostituiscono quelli formativi. E combinano le capacità individuali con i metodi di lavoro. Ciò genera valore nelle aziende e, insieme, benessere nelle persone. «Tutto quel che sapete far bene contribuisce alla vostra felicità» diceva Bertrand Russell.

Per approfondimenti leggi qui l’intero articolo di Stefano Greco,
La formazione a un bivio, tratto da L’informatore Inaz.