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Impresa come luogo di reciprocità

A.Olivetti fotoritratto

Al centro della vita delle imprese vi sono relazioni di scambio. Ogni attività imprenditoriale si contraddistingue per la sua dimensione antropologica e relazionale.

La vocazione comunitaria dell’impresa implica la rivalutazione di rapporti autenticamente umani, di socialità, solidarietà e reciprocità. Nella misura in cui la creatività umana e l’innovazione imprenditoriale si avvicinano alla reciprocità e allo spirito cooperativo si distanziano dall’egoismo individualista di un’economia orientata al mero profitto.

Aristotele sosteneva che l’uomo ha una propensione naturale al soccorso dei suoi simili. L’essere umano «nasce per vivere con gli altri». Questo è vero anche all’interno dell’attività economica, dove il capitale umano diventa la risorsa primaria. I mercati e le imprese sono luoghi di scambio non solo di merci e ricchezze, ma anche di conoscenze, informazioni, abilità, know-how, beni immateriali. L’impresa è un network di relazioni sociali e collaborazioni interpersonali che genera il social capital, come insieme di benefici e vantaggi economici.

Un recente articolo di Italia Oggi dedicato alla fiction di Rai1 che racconta la vicenda di Adriano Olivetti, ricorda come l'industriale avesse  capito che «la produzione industriale non la fanno le macchine, ma gli uomini: con i loro bisogni e relazioni, con il loro desiderio di rapporti».

Per approfondimenti: Economia sociale di mercato e umanesimo d'impresa, di V. Negri Zamagni, A. Quadrio Curzio, M. Vitale, Piccola Biblioteca d’Impresa Inaz, 2012.

Foto di Adriano Olivetti tratta da Wikipedia.