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Il formatore: professionista
e di qualità

Il formatore: professionista e di qualità

Animatore, consulente, allenatore. Ecco chi è il bravo formatore.

Complici la crisi e i mutamenti di scenario, oggi i formatori professionisti devono saper mettere in gioco nuove risorse personali e competenze. Non solo: stile, reputazione e atteggiamento diventano quasi più importanti delle tecniche e delle esperienze professionali. Coerenza, credibilità e affidabilità anche.

Il formatore professionista deve dotarsi di un elevato grado diresilienza attiva, cioè di una struttura psicologica in grado di filtrare le negatività, prevenire lo stress e non farsi destabilizzare da svantaggi e lamentele.

Il nuovo profilo professionale richiede lo sviluppo di sette elementi: interazione, introspezione, indipendenza dalle emozioni, iniziativa, creatività, umorismo, solido riferimento valoriale.

Lo stile di conduzione dell’aula deve essere quello “da consulente”, in modo tale che il formatore diventi un vero e proprio coach per i partecipanti. Ciò significa che egli, oltre a essere competente sui contenuti, deve fornire indicazioni pratiche e contestualizzare il suo intervento.

 

Per approfondimenti leggi qui l’intero articolo di Stefano Greco, “Chi mi mandate in aula?”, tratto da L’informatore Inaz.