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News, 13 Aprile 2018

Inaz su Datamanager: "La cultura del lavoro è la nostra bussola nella disruption"

intervista datamanager

La digitalizzazione ha rotto tanti equilibri nel mondo del lavoro. Se sia un male oppure un bene, se sia necessario fare un passo indietro oppure abbracciare senza condizioni il cambiamento, negli ultimi anni è diventato materia di riflessione soprattutto, ma non solo, per chi si occupa di amministrare e gestire il personale.
Linda Gilli, presidente e AD di Inaz, in un'intervista per Datamanager fa il punto su come possiamo affrontare la disruption facendola diventare un'opportunità di crescita.
Due i punti fermi, una flessibilità che non può essere fine a se stessa e la valorizzazione dell'intelligenza collaborativa.
Sempre seguendo la visione che da 70 anni guida Inaz: l'innovazione al servizio del bene comune.

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News, 17 Aprile 2018

La soluzione HR per il fashion

In tutti i luoghi di lavoro le persone fanno la differenza, ma questo è ancora più vero nei punti vendita: qui gestire bene i dipendenti vuol dire offrire una customer experience eccellente.

News, 13 Aprile 2018

Inaz su Datamanager: "La cultura del lavoro è la nostra bussola nella disruption"

Flessibilità, ma mai fine a se stessa. Intelligenza collaborativa. Innovazione al servizio del bene comune. Sono i punti fermi che ci faranno crescere attraverso la trasformazione digitale: parola di Linda Gilli su Datamanager.

News, 11 Aprile 2018

Cosa vuol dire INAZ?

È la domanda che ci fanno sempre i nuovi dipendenti quando entrano a far parte della nostra famiglia, i potenziali clienti che i nostri agenti incontrano ogni giorno, e in generale tutti coloro che ci conoscono per la prima volta: "INAZ sta per...?".

News, 09 Aprile 2018

Ivrea città industriale del XX secolo punta a diventare patrimonio dell'Umanità

La città di Ivrea si avvicina a diventare Patrimonio Unesco. Le architetture di Adriano Olivetti, realizzate fra gli anni 30 e 60 del Novecento, ambiscono a diventare patrimonio dell'umanità non solo per il loro valore estetico e architettonico, ma anche e soprattutto per l'idea che la città olivettiana incarna: un luogo dove il mondo del lavoro è incentrato sulla persona.