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Le novità della legge di Bilancio 2018



Numerose le novità che interessano i datori di lavoro in ambito fiscale, dalle nuove scadenze delle dichiarazioni, alle addizionali e al bonus irpef

Come noto, La legge n. 205 del 2018 è stata di recente pubblicata in Gazzetta Ufficiale e ad ha apportato numerose novità fiscali che interessano tutti i soggetti operanti nella gestione delle risorse umane.
Si segnala, anzitutto, l’aumento del limite di reddito che permette di considerare “a carico” i figli con meno di ventiquattro anni, il quale passa da 2.840,51 a 4.000 euro. La nuova soglia reddituale sarà, tuttavia, operativa soltanto dal 1° gennaio 2019.
Come si attendeva da tempo è stata, inoltre, attuata una sorta di armonizzazione di alcune tra le scadenze fiscali più importanti per le Aziende ed i Consulenti del Lavoro. La prima delle nuove scadenze riguarda la dichiarazione dei sostituti d’imposta - in pratica il modello 770 - il cui termine ultimo per l’invio telematico è stato posticipato al 31 ottobre. Si ricorderà, infatti, che il precedente termine, oggetto di frequenti proroghe dell’ultimo minuto, era fissato al 31 luglio.
Anche il termine per la trasmissione delle Certificazioni Uniche, contenenti soltanto redditi esenti o non dichiarabili con il modello 730 precompilato, è stato spostato dal 7 marzo al 31 ottobre.
Per quanto riguarda il modello 730, quest’ultimo è stato quello oggetto di maggior attenzione da parte del Legislatore che ha modificato molti dei termini, precedentemente stabiliti, per l’adempimento dei vari obblighi connessi alla dichiarazione in argomento. Nello specifico, se la dichiarazione è da presentare al CAF il termine di presentazione passa dal 7 al 23 luglio, mentre resta fermo al 7 luglio in caso di presentazione al sostituto d’imposta.
Per quanto riguarda la trasmissione telematica delle dichiarazioni da parte dei CAF e dei professionisti, la Legge di Bilancio ha stabilito i seguenti termini per l’invio:
- 29 giugno per le dichiarazioni presentate dai contribuenti entro il 22 giugno;
- 7 luglio per le dichiarazioni presentate dai contribuenti dal 23 al 30 giugno;
- 23 luglio per le dichiarazioni presentate dall’1° al 23 luglio.
Il termine ultimo per la trasmissione delle dichiarazioni integrative non ha subito modifiche e, pertanto, resta fermo al 10 novembre.
La Legge di bilancio ha parzialmente modificato anche la disciplina del c.d. Bonus Irpef, di cui all’articolo 13 del TUIR, prevedendo un aumento di 600 euro del limite di reddito complessivo utile alla percezione del predetto credito, aumentando così la platea dei possibili percettori.
In pratica, fino a 24.600 euro competono, nel rispetto delle condizioni previste dal Tuir, 960 euro l’anno, mentre per i titolari di un reddito complessivo tra i 24.600 e i 26.600 il Bonus spettante deve essere riproporzionato con la classica formula prevista dal Testo Unico.
Degno di nota è anche il blocco dell’aumento delle aliquote Iva, dovuto alla neutralizzazione delle clausole di salvaguardia. Quest’anno, pertanto, non ci saranno ulteriori incrementi, anche con riferimento alle accise.
Viene bloccato, per l’anno 2018, anche l’aumento delle aliquote relative alle addizionali Irpef, sia regionali che comunali. Tuttavia, esclusivamente per quest’anno, la sospensione non si applica ai comuni istituiti a seguito di fusione, al fine di consentire l’armonizzazione delle diverse aliquote.
Una novità molto interessante riguarda le modalità di pagamento delle retribuzioni visto che dal 1° luglio del 2018 i datori di lavoro ed i committenti non potranno più pagare i lavoratori con denaro contante ma dovranno utilizzare dei sistemi che garantiscano la tracciabilità dei pagamenti come, ad esempio, il bonifico sul conto corrente del lavoratore. Sarà possibile utilizzare anche eventuali strumenti di pagamento elettronico, mentre i meno avvezzi alla tecnologia potranno utilizzare i classici assegni, da consegnare direttamente al lavoratore o ad un suo delegato, nei casi di impedimento.
Si segnala, inoltre, che è stata introdotta la piena deducibilità ai fini IRAP per i lavoratori stagionali impiegati per almeno 120 giorni per due periodi d’imposta, a decorrere dal secondo contratto stipulato con lo stesso datore di lavoro, in deroga alle disposizioni attualmente vigenti.