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Compatibilià tra NASPI con particolari tipologie di reddito



L’Inps con la Cir.174/17 affronta la compatibilità tra la percezione di una prestazione di NASPI e redditi derivanti da tirocini, assegni di ricerca, partite iva e lavoro occasionale

Con la circolare n. 174 del 23 novembre 2017, l’Inps ha fornito importanti chiarimenti in merito alla compatibilità e alla cumulabilità dell’indennità di disoccupazione con alcune tipologie di reddito derivanti, ad esempio, da tirocini formativi e lavoro autonomo occasionale. In aggiunta a ciò, l’Istituto è intervenuto in merito agli effetti prodotti sulla Naspi dall’iscrizione ad albi professionali e dalla titolarità di una partita iva.
Per quanto riguarda i soggetti beneficiari di Naspi impegnati in uno stage o in un tirocinio professionale, l’Inps ha chiarito che le somme percepite in virtù dei predetti rapporti, anche se assimilate a redditi da lavoro dipendente, danno luogo alla piena cumulabilità con l’indennità di disoccupazione. Questo perché tali istituti, a parere dell’Inps, non sono assimilabili ad un vero e proprio rapporto di lavoro e, di conseguenza, il beneficiario della prestazione non è tenuto ad effettuare alcuna comunicazione relativa all’attività e alla remunerazione. Quanto appena detto vale anche nei casi di percezione di premi o sussidi per fini di studio o di addestramento professionale e di compensi conseguiti per lo svolgimento di attività sportiva dilettantistica.
Diverso è il caso dei beneficiari di indennità Naspi titolari di borse di studio e assegni di ricerca. In questa ipotesi trova, infatti, applicazione la disciplina contenuta nell’articolo 9 del Decreto Legislativo numero 22/2015, in tema di riduzione dell’importo della prestazione erogata per l’ipotesi di contestuale svolgimento di attività di lavoro subordinato. Alla luce di ciò, i compensi per tali attività non potranno superare il limite annuo di 8.000 euro ed in capo al beneficiario sorge l’obbligo, a pena di decadenza, di informare l’Inps, entro un mese dall’inizio dell’attività o dalla presentazione della domanda di Naspi se l’attività era preesistente, del reddito annuo previsto.
L’Inps, come accennato in precedenza, ha fornito chiarimenti anche in merito alla compatibilità dell’indennità di disoccupazione con i compensi derivanti da prestazione di lavoro occasionali. In tale circostanza è ammessa la possibilità di cumulo e la non obbligatorietà della comunicazione dei compensi all’Inps, purché dall’attività in questione non derivino importi superiori ai 5.000 euro per anno civile.
L’Istituto ha fornito chiarimenti anche in merito alla compatibilità dell’indennità di disoccupazione con i redditi percepiti da professionisti iscritti a specifiche casse. In particolare, l’Inps ha chiarito che la cumulabilità è ammessa fino ad un limite di reddito pari a 4.800 euro ma il beneficiario deve, a pena di decadenza, comunicare all’Inps, entro 30 giorni, il reddito che prevede di ottenere nell’anno, anche se pari a zero.
L’Istituto ha chiarito anche che la semplice iscrizione ad un albo professionale o l’apertura di una partita IVA non utilizzata, durante la percezione dell’indennità di disoccupazione, non deve essere considerata come condizione sufficiente per interrompere il trattamento.
In riferimento allo svolgimento di attività in ambito societario viene stabilito che per coloro che hanno funzioni di amministratore, consigliere e sindaco di società, è consentito il cumulo fino a un reddito annuo di 8.000 euro, a condizione che venga effettuata la dovuta comunicazione all’Inps.
L’Istituto ha, inoltre, chiarito che il socio di società di capitali può cumulare interamente il reddito da capitale. Qualora, invece, con lo stesso socio venga instaurato anche un rapporto di lavoro dipendente, scatta invece il tetto degli 8.000 euro.