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Il distacco transnazionale e la nuova comunicazione obbligatoria



Con il DLgs 136/2016 è stata recepita la nuova direttiva comunitaria sui distacchi

Il Decreto Legislativo n. 136 del 17 luglio 2016 ha introdotto nuove disposizioni riguardanti l’istituto del “distacco transnazionale”, che si realizza tra imprese aventi sede in due diversi Paesi dell’Unione europea.
Le nuove norme, nello specifico, trovano applicazione con riferimento alle imprese stabilite in un altro Stato membro dell’Unione Europea che, nell'ambito di una prestazione di servizi, distaccano in Italia uno o più lavoratori in favore di un'altra impresa a condizione che durante il periodo del distacco continui ad esistere un rapporto di lavoro con il lavoratore distaccato.
Per lavoratore distaccato, ai fini delle disposizioni in commento, si intende quello abitualmente occupato in un altro Stato membro che, per un periodo limitato (predeterminato o predeterminabile) svolge il proprio lavoro in Italia.
Nel caso in cui il distacco in favore di un'impresa stabilita in Italia risulti non genuino, in base ad alcuni indicatori individuati dal legislatore delegato, il lavoratore è considerato a tutti gli effetti alle dipendenze del soggetto che ne ha utilizzato la prestazione. In questa ipotesi, il distaccante e il soggetto che ha utilizzato la prestazione dei lavoratori distaccati sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria di 50 euro per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di lavoro.
La sanzione non può, comunque, essere inferiore a 5.000 euro e non può superare i 50.000 euro.
Se il distacco non genuino riguarda i minori, il distaccante e il soggetto che ha utilizzato la prestazione sono puniti con l'arresto fino a diciotto mesi e con l'ammenda di 50 euro per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di occupazione, aumentata fino al sestuplo.
Con riferimento al regime applicabile, i lavoratori distaccati, durante il periodo del distacco, sono soggetti alle stesse condizioni di lavoro e di occupazione previste per quelli che effettuano prestazioni lavorative subordinate analoghe nel luogo in cui si svolge il distacco.
Particolarmente importante è l’obbligo di comunicazione sussistente in capo l'impresa che distacca i lavoratori in Italia, la quale deve informare del distacco il Ministero del Lavoro entro le ore ventiquattro del giorno antecedente l'inizio dello stesso. Ulteriore obbligo dell’impresa distaccante è quello di comunicare tutte le successive modificazioni entro cinque giorni.
Durante il periodo del distacco, e fino a due anni dalla sua cessazione, l'impresa distaccante ha sia l'obbligo di conservare il contratto di lavoro, tradotto in italiano, che quello di designare un referente elettivamente domiciliato in Italia, incaricato di inviare e ricevere atti e documenti.
Con riferimento alle modalità della comunicazione di distacco, si segnala che il 27 dicembre 2016 entrerà in vigore il Decreto Ministeriale del 10 agosto 2016, che definisce le specifiche tecniche di trasmissione.
Nello specifico, il distacco sarà comunicato al Ministero del Lavoro con il modello Uni_Distacco_Ue, suddiviso in 5 sezioni, ed i cui dati saranno resi accessibili all’Ispettorato nazionale del lavoro, all’Inps e all’Inail.
Il suddetto modello sarà trasmesso tramite la nuova funzionalità contenuta nel sito istituzionale del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali.
Prima di poter effettuare la nuova comunicazione occorrerà, tuttavia, registrarsi sul sito del Ministero del Lavoro, al fine di ottenere le credenziali necessarie al corretto adempimento della nuova procedura.
Oltre alla comunicazione preventiva, il sistema permette di effettuare annullamenti e variazioni di quelle precedentemente inoltrate.