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Esonero contribuito biennale



Con la circolare n. 57/16 l’Inps ha fornito le attese istruzioni per la fruizione dell’esonero contributivo biennale del 40% previsto dalla L. di stabilità per il 2016.

Con la circolare n. 57/2016, l’Inps ha finalmente fornito le istruzioni operative per la corretta gestione del nuovo sgravio contributivo biennale introdotto dalla Legge di Stabilità 2016.
Similmente a quanto previsto per l’esonero contributivo triennale, possono richiedere la nuova agevolazione tutti i datori di lavoro privati a prescindere dalla circostanza che assumano o meno la natura di imprenditore compresi, a particolari condizioni, quelli agricoli. Possono, inoltre, godere del nuovo beneficio anche i datori di lavoro tenuti ad assolvere gli obblighi contributivi nei confronti dell’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani.
Il nuovo sgravio riguarda tutti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato (sia nuove assunzioni che trasformazioni), compresi quelli in regime di part-time, con l’eccezione dei contratti di apprendistato e di lavoro domestico.
Il lavoratore neo assunto o trasformato non deve, però, essere stato parte di rapporti di lavoro a tempo indeterminato, presso qualsiasi datore di lavoro, nei sei mesi precedenti la data di assunzione o della trasformazione. Non possono, inoltre, essere oggetto dello sgravio biennale, i lavoratori che, nel corso dei tre mesi antecedenti la data di entrata in vigore della Legge di stabilità 2016, siano stati titolari di rapporti di lavoro a tempo indeterminato con il datore di lavoro richiedente l’incentivo ovvero con società da questo controllate o a questo collegate. Il lavoratore, infine, non deve essere stato parte di un precedente rapporto di lavoro per il quale l’azienda abbia già fruito della stessa agevolazione o dell’esonero contributivo triennale.
Il diritto alla fruizione della nuova agevolazione è subordinato al rispetto dei principi generali in materia di incentivi all’assunzione e delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro e dell’assicurazione obbligatoria dei lavoratori.
Lo sgravio contributivo biennale non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente mentre è, invece, cumulabile con gli incentivi che assumono natura economica come quello per l’assunzione dei lavoratori disabili di cui all’art. 13 della legge n. 68 del 1999 e quello per l’assunzione di giovani genitori.
Per quanto riguarda la natura dello sgravio, la nuova agevolazione si sostanzia nell’esonero dal versamento del 40 per cento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con l’eccezione dei premi e i contributi dovuti all’INAIL, entro il limite annuale massimo di 3.250 euro.
Non sono oggetto di sgravio, tuttavia, le contribuzioni concepite allo scopo di apportare elementi di solidarietà alle gestioni previdenziali di riferimento e quelle che non hanno natura previdenziale come, ad esempio, il contributo per la garanzia sul finanziamento della Qu.I.R e quello dovuto per i fondi interprofessionali.
Con riferimento alla durata dell’esonero, quest’ultima è pari ad un biennio decorrente dalla data di assunzione o trasformazione del lavoratore, che deve intervenire nell’arco di tempo che va dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016.
La fruizione dell’agevolazione può essere sospesa esclusivamente nei casi di assenza obbligatoria dal lavoro per maternità, comportando, quest’ultima, il differimento temporale del periodo di fruizione del beneficio.
L’importo massimo mensile di cui è possibile fruire è pari a 270,83 euro, valore ottenuto dividendo il limite annuale dell’agevolazione per i mesi dell’anno. Per quanto riguarda, invece, i rapporti di lavoro instaurati, ovvero risolti, nel corso del mese, la misura massima mensile dello sgravio si calcola moltiplicando il valore di 8,90 euro per ogni giorno di fruizione dell’esonero contributivo.
I datori di lavoro aventi titolo all’agevolazione in oggetto dovranno inoltrare all’Inps, prima della trasmissione della denuncia contributiva del primo mese in cui si intende esporre l’esonero medesimo, la richiesta di attribuzione del codice di autorizzazione “6Y”, tramite l’apposita funzionalità “Contatti” del Cassetto previdenziale aziende.
L’Inps, tuttavia, specifica che non devono effettuare la richiesta per l’attribuzione del codice di autorizzazione i datori di lavoro che siano già in possesso dello stesso a causa le assunzioni agevolate effettuate nel corso dell’anno 2015.