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La CIGS nei call center



Con il decreto ministeriale 22763 del 12/11/15 il Ministero del Lavoro ha introdotto una nuova forma di sostegno al reddito in caso di crisi aziendale per il call center

Il Decreto Ministeriale numero 22763 del 12 novembre 2015 ha introdotto un’indennità pari al trattamento massimo di integrazione salariale straordinaria per i lavoratori appartenenti alle aziende del settore dei call center non rientranti nel campo di applicazione della cassa integrazione guadagni straordinaria.
Questo nuovo ammortizzatore sociale è applicabile ai dipendenti di imprese con un organico superiore alle 50 unità nel semestre precedente alla presentazione della domanda, con unità produttive site in diverse Regioni o Province autonome, e che abbiano attuato, entro il 31 dicembre 2013, le misure di stabilizzazione dei collaboratori a progetto ancora in forza alla data di pubblicazione del Decreto in commento.
La nuova indennità può essere richiesta quando la sospensione o la riduzione dell’attività lavorativa sia determinata da una crisi aziendale il cui programma, da presentare al Ministero del Lavoro, dovrà contenere un piano di risanamento volto a fronteggiare gli squilibri di natura produttiva, finanziaria, gestionale o derivanti da condizionamenti esterni.
Il piano dovrà, inoltre, indicare gli interventi correttivi da affrontare e gli obbiettivi concretamente raggiungibili finalizzati alla continuazione dell’attività aziendale e alla salvaguardia occupazionale.
La concessione del trattamento è disposta dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sulla base di specifici accordi siglati in ambito ministeriale e per periodi non superiori a 12 mesi.
Il Ministero del lavoro, con la circolare numero 31 del 30 novembre 2015, ha chiarito che possono fare ricorso al trattamento con causale di crisi aziendale anche le imprese che siano state ammesse ad una procedura concorsuale in cui sia stata disposta la continuazione dell’attività.
Le imprese che vengono ammesse al trattamento sono tenute al versamento di un contributo addizionale nella misura prevista dall’articolo 5 del decreto legislativo numero 148 del 14 settembre 2015; trattasi, praticamente, dello stesso contributo dovuto dai datori di lavoro che presentano domanda di integrazione salariale.
I periodi di sospensione o riduzione dell'orario di lavoro, per i quali è ammesso questo nuovo trattamento, sono coperti da contribuzione figurativa e quindi riconosciuti utili ai fini del diritto e della misura alla pensione anticipata o di vecchiaia. I relativi contributi figurativi sono calcolati sulla base della retribuzione globale cui è riferita l’indennità speciale.
Con riferimento al trattamento di fine rapporto, il Ministero del Lavoro ha recentemente chiarito che le quote di TFR maturate durante il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa, sono a carico del datore di lavoro.
Per essere ammessa al nuovo trattamento, l’impresa deve sottoscrivere un accordo in sede governativa presso la Divisione Quarta della Direzione Generale della tutela delle condizioni di lavoro e delle relazioni industriali ed, in seguito, deve presentare la relativa domanda di concessione alla Divisione terza della Direzione Generale degli ammortizzatori sociali, tramite raccomandata A/R oppure con posta elettronica certificata.
La domanda, corredata dal verbale di accordo e dall’elenco nominativo dei lavoratori interessati dalle sospensioni o riduzioni di orario deve contenere anche i seguenti dati relativi all’azienda e cioè: la denominazione, la natura giuridica, l’indirizzo della sede legale, il codice fiscale, il numero di matricola Inps e i dati anagrafici del rappresentante legale.
Oltra a questi, la domanda deve contenere i dati relativi alle unità aziendali che fruiscono del trattamento, la causale di intervento con l’indicazione del programma di crisi aziendale, l’autodichiarazione relativa al possesso dei requisiti per la fruizione del trattamento e il nominativo di un referente dell’azienda con relativo recapito telefonico ed e-mail.Nella domanda l’azienda deve inoltre specificare se opta per il pagamento anticipato dall’Inps oppure per quello diretto da parte dell’azienda stessa.
La domanda così composta, va presentata anche alla DTL competente per territorio e al Ministero del Lavoro, il quale provvederà ad adottare il decreto entro novanta giorni dalla presentazione dell’istanza.
Il Ministero del Lavoro ha specificato che l’impresa, sentite le rappresentanze sindacali aziendali o unitarie ovvero, in mancanza, le articolazioni territoriali delle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, può chiedere una modifica del programma nel corso del suo svolgimento.