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Esonero contributivo i chiarimenti ulteriori dell’Inps



Con la circolare 178/2015 l’Inps fornisce chiarimenti sull’applicazione dell’esonero contributivo 2015

Con la circolare 178/2015, l’Inps è recentemente tornata sul tema dell’esonero contributivo triennale, fornendo importanti chiarimenti sulla possibilità di fruizione dello stesso in alcuni casi particolari.
Il primo argomento che si affronta riguarda le sorti dello sgravio in presenza di una cessione di contratto a tempo indeterminato con passaggio del dipendente dal cedente al cessionario (l’istituo è quello previsto all’articolo 1406 del codice civile).
In questo caso, a parere dell’Inps, la fruizione del beneficio già riconosciuto al datore di lavoro cedente può essere trasferita al subentrante per il periodo residuo non goduto e ciò in quanto in tale ipotesi si verifica la sola modificazione soggettiva del rapporto già in atto che prosegue con il datore di lavoro cessionario.
Prendendo questa posizione, l’Inps scioglie definitivamente ogni dubbio esistente in materia, superando i precedenti orientamenti espressi dallo stesso Istituto, con riferimento al diverso istituto del così detto “passaggio diretto”.
Se la porzione di esonero non goduta è trasferibile in caso di cessione del contratto individuale, a maggior ragione lo è, in caso di trasferimento d’azienda, nei confronti del cessionario, per il periodo non goduto dal cedente.
Altra spinosa questione affrontata dall’Inps è quella del lavoratore assunto con contratto di lavoro a tempo parziale presso due diversi datori di lavoro. In questo caso, ferme restando le condizioni generali, i due datori di lavoro possono entrambi fruire dell’agevolazione, purchè i due distinti rapporti abbiano la medesima data di decorrenza.
In caso contrario, il “secondo” rapporto di lavoro a tempo parziale, quello – per intenderci - sorto successivamente da un punto di vista cronologico, non può dar luogo alla fruizione dell’incentivo, non sussistendo, in capo al lavoratore, il requisito dell’assenza nei sei mesi precedenti di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
L’Istituto nega la possibilità di fruire dello sgravio per l’assunzione di un lavoratore occupato, nei sei mesi precedenti, con un rapporto di lavoro a tempo indeterminato risolto, però, per mancato superamento del periodo di prova o per dimissioni del lavoratore stesso.
Come ricorda l’Inps, infatti, il patto di prova è soltanto una condizione apposta al rapporto di lavoro che, comunque, è da considerarsi a tutti gli effetti a tempo indeterminato sin dall’origine, con il conseguente venir meno, in capo al lavoratore, del requisito essenziale per la fruizione dell’agevolazione.
Ulteriore chiarimento è quello riguardante la possibilità di fruizione dell’esonero con lavoratore precedentemente assunti a tempo indeterminato in uno stato estero.
L’Inps, a tale riguardo, nega la possibilità di fruire dell’agevolazione nei casi in cui il lavoratore che si intende assumere abbia avuto un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato all’estero nei sei mesi precedenti l’assunzione.
Anche se si comprende la “ratio” di questa posizione, bisogna considerare che potrebbero sorgere problematiche applicative ed interpretative legate alle diverse nozioni giuslavoristiche presenti nei vari Stati.
Come chiarito dall’Inps, l’agevolazione non spetta, inoltre, “qualora i lavoratori già titolari di un rapporto a tempo indeterminato transitino dal cedente al subentrante nei casi di cambi di appalto di servizi, nell’ipotesi in cui la contrattazione collettiva che disciplina tali rapporti, preveda, per i casi di cessazione dell'appalto cui sono adibiti i dipendenti, una procedura idonea a consentire l'assunzione degli stessi alle dipendenze dell'impresa subentrante, mediante la costituzione ex novo di un rapporto di lavoro con un diverso soggetto”.
In chiusura, si evidenzia il principio richiamato dall’Istituto nella circolare secondo cui non impedisce la fruizione dello sgravio lo svolgimento, nei sei mesi precedenti, di prestazioni lavorative in forme giuridiche e contrattuali diverse da quella del contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, quali ad esempio il rapporto di lavoro a termine, il rapporto di collaborazione a progetto, lo svolgimento di attività di natura professionale in forma autonoma.