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Le novità in tema di ammortizzatori sociali nel Jobs Act



Con il Dlgs 148/2015 vengono apportate importanti modifiche alla disciplina degli ammortizzatori sociali, con revisione anche delle causali, contribuzioni e durata.

In attuazione della Legge delega 183/2014, il Decreto Legislativo n. 148 del 14 settembre 2015 ha riorganizzato la normativa in tema di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, tramite l’introduzione di nuove disposizioni, modifica e l’armonizzazione di altre già esistenti.
Le novità che hanno interessato la cassa integrazione guadagni sono molteplici e toccano diversi campi della materia.
La prima riguarda il campo di applicazione, in quanto, a differenza della normativa previgente, sono ricompresi tra i lavoratori beneficiari dei trattamenti di integrazione salariale anche gli apprendisti con contratto di lavoro professionalizzante.
Altra interessante novità è l’estensione del requisito dell’anzianità aziendale (90 giorni di effettiva attività lavorativa) anche ai lavoratori per cui si chiede l’intervento ordinario di integrazione salariali, ad esclusione delle domande relative ad eventi oggettivamente non evitabili nel settore industriale.
Il Ministero del Lavoro, nella recente circolare numero 24 del 5 ottobre 2015, specifica che per giornate di lavoro effettivo si intendono quelle di effettiva presenza sul lavoro, compresi eventuali periodi di sospensione dovuti a ferie, festività, infortuni e maternità obbligatoria.
Relativamente alle causali di intervento, mentre per il trattamento ordinario non si rilevano particolari cambiamenti, grandi innovazioni sono state introdotte per il trattamento straordinario.
Anzitutto, il contratto di solidarietà è stato trasformato in causale di intervento per la cassa integrazione guadagni straordinaria, insieme ai casi di riorganizzazione e di crisi aziendale. Connessa a tale modifica è la disposizione secondo cui in sede di consultazione sindacale, le parti devono espressamente dichiarare la non percorribilità della causale di contratto di solidarietà.
Inoltre, la causale della “riorganizzazione aziendale” assorbe e ricomprende in se le vecchie causali della ristrutturazione e conversione aziendale.
Con riferimento alla crisi aziendale, a decorrere dal 1° gennaio 2016 non saranno più ricompresi in quest’ultima causale i casi di cessazione dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo di essa.
Anche la durata dei trattamenti di integrazione salariale ha subito delle modifiche in quanto, l’articolo 4 prevede che per ciascuna unità produttiva, il trattamento di integrazione salariale (sia ordinario che straordinario) non possa avere durata superiore a 24 mesi in un quinquienno mobile (i periodi di integrazioni salariali fruiti prima dell'entrata in vigore del decreto non concorrono al raggiungimento del suddetto limite).
Tuttavia, la durata dei trattamenti di integrazione salariale concessi per solidarietà viene computata nella misura della metà per la parte non eccedete i 24 mesi e per intero relativamente alla parte eccedente e quindi in totale può estendersi fino ai 36 mesi laddove si ricorra esclusivamente a tale ammortizzatore sociale.
In caso di crisi aziendale, invece, il relativo trattamento non può superare i 12 mesi (anche continuativi) nel quinquennio ed, inoltre, non è possibile concedere una nuova autorizzazione prima che sia decorso un periodo pari a due terzi di quello già autorizzato.
Per la causale della riorganizzazione aziendale, il trattamento straordinario di integrazione salariale può avere una durata massima di 24 mesi (anche continuativi) in un quiquiennio mobile.
Un’altra novità riguarda il contributo addizionale a carico delle imprese che fruiscono del trattamento di integrazione salariale (di entrambi i tipi) non è più commisurato all'organico dell'impresa, ma all'effettivo utilizzo del trattamento (più a lungo dura quest’ultimo, maggiore sarà il contributo dovuto).
Con riferimento alle modalità di recupero delle somme anticipat...data del provvedimento di concessione se successivo, entro il quale sono ammessi il conguaglio o la richiesta di rimborso delle integrazioni corrisposte ai lavoratori.