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Il part time dopo le modifiche del Dlgs 81/2015



Il Decreto di riordino dei contratti contiene anche la normativa sul rapporto part time, che viene innovata in più punti, in particolare con l’eliminazione delle distinzioni tra le varie tipologie..

Nell’ambito della Riforma del mercato del lavoro avviata con la Legge Delega n. 183/2014 (c.d. Jobs Act), significative sono le novità apportate dal Legislatore alla disciplina del lavoro a tempo parziale, cui è dedicato il Capo II del Titolo I del Decreto Legislativo 81/2015. Queste novità riguardano numerosi aspetti del contratto part time e del rapporto di lavoro da esso derivante. Non tutto però è cambiato come, ad esempio, la forma e il contenuto del contratto di lavoro a tempo parziale che non hanno subito modifiche sostanziali rispetto alla precedente disciplina, contenuta negli articoli 2 e 8 del decreto legislativo n. 61/2000.
Il nuovo Decreto stabilisce che il contratto di lavoro a tempo parziale deve essere stipulato in forma scritta ai fini della prova e contenere la puntuale indicazione della durata della prestazione lavorativa e della collazione temporale dell’orario con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno. Il nuovo Testo Unico sul riordino dei contratti di lavoro precisa che la predetta indicazione può avvenire anche mediante il rinvio a turni programmati di lavoro articolati su fasce orarie prestabilite.
Una rilevante novità è l’eliminazione, nella versione definitiva del Decreto, della tradizionale distinzione tra part time orizzontale, verticale e misto. Il Legislatore delegato delinea, quindi, un’unica tipologia di contratto di lavoro a tempo parziale, semplificando notevolmente la normativa in materia.
Con riferimento al lavoro supplementare resta confermata la facoltà del datore di lavoro, già prevista dall’articolo 3 del Decreto legislativo n. 61/2000, di richiedere lo svolgimento di prestazioni supplementari, definite nel Testo Unico come “quelle svolte oltre l’orario concordato fra le parti, anche in relazione alle giornate, alle settimane o ai mesi.”
Questa definizione, insieme all’eliminazione del richiamo al lavoro a tempo parziale di tipo orizzontale, accoglie l’interpretazione esplicitata dalla Circolare n. 9/2004, con la quale il Ministero del Lavoro aveva affermato la possibilità di ricorrere al lavoro supplementare, nell’ambito del rapporto di lavoro part time, a prescindere dall’articolazione dell’orario di lavoro e non soltanto in caso di riduzione su base giornaliera.
Inoltre, appare significativa l’introduzione di una regolamentazione legale, da osservare nel caso in cui il contratto collettivo, applicato al rapporto di lavoro, non preveda una disciplina esplicita per il lavoro supplementare.
In quest’ultimo caso, il datore di lavoro può richiedere lo svolgimento di prestazioni di lavoro supplementare in misura non superiore al 25 per cento delle ore di lavoro settimanali concordate, fatta salva la possibilità del lavoratore di rifiutarsi in presenza di comprovate esigenze lavorative, di salute, familiari o di formazione professionale. Con riferimento all’aspetto economico, le ore di lavoro supplementare, per esplicita previsione legislativa, vengono retribuite con una maggiorazione del 15 per cento della retribuzione globale oraria di fatto, comprensiva dell’incidenza della retribuzione delle ore supplementari sugli istituti retributivi indiretti e differiti.
Infine, viene confermata dal Testo Unico la possibilità di svolgere, nell’ambito di un rapporto di lavoro a tempo parziale, prestazioni di lavoro straordinario, intendendosi per tali quelle svolte oltre l’orario normale di lavoro.
Un’altra importante semplificazione riguarda la disciplina delle clausole flessibili e di quelle elastiche che, nel precedente regime, avevano la funzione di consentire una diversa distribuzione dell’orario di lavoro (quelle flessibili) e di estendere la durata della prestazione lavorativa (quelle elastiche).
Infatti, il Testo Unico “fonde” le suddette tipologie di clausole, preve...la variazione in aumento della sua durata.
Nell’esercizio delle clausole elastiche, da attuarsi nel rispetto di quanto previsto dai contratti collettivi, il lavoratore ha diritto ad un preavviso di almeno due giorni lavorativi, salve diverse intese tra le parti, nonché a specifiche compensazioni.
In assenza di disciplina collettiva, è prevista la possibilità per le parti pattuire le clausole suddette dinanzi alle Commissioni di Certificazione, con facoltà del lavoratore di farsi assistere da un rappresentante sindacale o da un avvocato o da un consulente del lavoro.
Tra le novità si rileva anche la possibilità per il lavoratore di richiedere il passaggio al part-time in caso di necessità di cura connesse a malattie gravi o in alternativa alla fruizione del congedo parentale.
Nello specifico, viene riconosciuto il diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale, a favore dei lavoratore pubblici e privati, affetti da patologie oncologiche nonché da gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti, per i quali residui una ridotta capacità lavorativa accertata dalla competente commissione medica. La predetta trasformazione, purché con una riduzione d’orario non superiore al 50 per cento, può essere richiesta, inoltre, dal lavoratore, per una sola volta, in luogo del congedo parentale. La trasformazione dovrà avvenire entro quindici dalla richiesta del dipendente.