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Congedi Parentali e Jobs Act 2015



Il Dlgs n. 80/2015 ha introdotto importanti novità alla normativa sui congedi parentali, tra cui la nuova regolamentazione per la fruizione del congedo parentale a ore

Il Decreto Legislativo n. 80/2015, attuativo della legge delega 183/2014, apporta molte novità in tema di tutela della genitorialità, modificando profondamente diversi articoli del Testo Unico su maternità e paternità.
Anzitutto, il suddetto provvedimento innova l’articolo 16 del Decreto legislativo 151/2001 riconoscendo alla lavoratrice madre il diritto alla fruizione dei giorni non goduti prima del parto nel caso in cui quest’ultimo avvenga in data anticipata rispetto a quella presunta.
Tali giorni saranno aggiunti infatti, al periodo di congedo di maternità post partum.
Inoltre, viene concesso alla madre, in caso di ricovero del neonato in una struttura pubblica o privata, il diritto di richiedere la sospensione del congedo di maternità, che ricomincerà a decorrere dalla data di dimissione del bambino.
Tale nuova facoltà può essere esercitata una sola volta per ogni figlio ed è subordinata alla produzione di un'attestazione medica che dichiari la compatibilità dello stato di salute della mamma con la ripresa dell'attività lavorativa.
Questa norma trova applicazione anche in caso di adozioni, come previsto dall’art. 4 del Decreto 80/2015.
Per quanto riguarda le tutele in caso di cessazione del rapporto di lavoro del genitore, si evidenziano le modifiche all'articolo 24 comma 1 del Testo Unico, in cui vengono inserite, tra le ipotesi che danno diritto all’indennità di maternità: il licenziamento per giusta causa, la cessazione dell'attività dell'azienda cui la madre era addetta e il caso esito negativo della prova.
Quindi, a titolo di esempio, in caso di licenziamento per giusta causa che si verifichi durante il periodo di congedo di maternità, l’indennità compete fino al termine del periodo tutelato.
Le novità riguardano anche il padre lavoratore il quale può, adesso, fruire del congedo di paternità anche nel caso in cui la madre sia una lavoratrice autonoma avente diritto all’indennità di maternità giornaliera di cui all’articolo 66 del Testo Unico.
Al tempo stesso, l’indennità spettante alla lavoratrice madre autonoma, prevista dall'appena citato articolo 66 del Testo Unico, spetta anche al padre lavoratore autonomo, per tutta la durata del congedo di maternità o per la parte residua che sarebbe spettata alla lavoratrice in caso di morte o di grave infermità della madre, di abbandono, nonché in caso di affidamento esclusivo del bambino al padre.
Molte novità riguardano il congedo parentale il cui diritto alla fruizione viene esteso fino ai dodici anni di vita del bambino (non più 8).
Un’altra rilevante novità riguarda la possibile fruizione del congedo parentale ad ore che potrà essere utilizzato anche in assenza di specifiche previsioni del contratto collettivo (anche aziendale).
In particolare, ciascun genitore potrà scegliere tra la fruizione giornaliera e quella oraria che sarà consentita in misura pari alla metà dell'orario medio giornaliero del periodo di paga quadrisettimanale o mensile precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo.
Viene, inoltre, esteso il diritto alla percezione dell’indennità - pari al 30% della retribuzione - di quest’ultima fino al compimento del sesto anno di vita del bambino (non più il terzo) e senza limitazioni di carattere reddituale.
Le stesse condizioni valgono anche in caso di adozioni di minori, computandosi i periodi dal momento di ingresso del minore nel nucleo familiare che il legislatore considera equivalente al giorno della nascita per la determinazione dei diritti in tema di congedi parentali.
Dal sesto all'ottavo anno, il genitore potrà comunque fruire dell'indennità economica prevista per l'astensione facoltativa nel caso in cui il suo reddito sia inferiore a 2,5 volte il trattamento minimo di pensione stabilito dall'Inps.
Il Decreto Legislativo modifica l’articolo 53 del Testo Unico prevedendo l’inserimento, tra i soggetti non obbligati a prestare lavoro notturno, la lavoratrice madre adottiva o affidataria di un minore, nei primi tre anni dall’ingresso del minore in famiglia e fino ai 12 anni di età. In alternativa, e alle stesse condizioni, il lavoratore padre adottivo o affidatario convivente con la lavoratrice può godere del beneficio.
E’ molto importante evidenziare che le nuove disposizioni troveranno applicazione in via sperimentale soltanto fino al 31 dicembre 2015 e per le sole giornate di astensione riconosciute in quest'ultimo anno.
Infatti, il riconoscimento dei benefici per gli anni successivi al 2015 è condizionato alla entrata in vigore di decreti che individuino una futura e adeguata copertura finanziaria.