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Il rinnovo del CCNL Commercio: sintesi delle novità



A seguito della sottoscrizione dell’accordo di rinnovo del 31 marzo scorso, vediamo le principali novità del rinnovato contratto collettivo del terziario

Il 30 marzo è stato rinnovato il contratto collettivo nazionale del terziario che decorre dal 1° aprile 2015 e ha validità fino a tutto il 31 dicembre 2017.
Tra le novità più interessanti si segnala la modifica alla percentuale di stabilizzazione degli apprendisti, che passa dall'80% al 20%, l’ampliamento a 36 mesi del periodo di riferimento su cui calcolarla e il numero massimo di apprendisti che il datore di lavoro con almeno 10 dipendenti può assumere, che adesso non può superare il rapporto di 3 a 2 rispetto alle maestranze qualificate, conformandosi quindi a quanto previsto dal D. Lgs. n. 167/2011.
Anche il contratto a tempo determinato è stato modificato, con l’eliminazione del riferimento alle causali giustificatrici e l’introduzione del limite del 20% annuo dell'organico a tempo indeterminato in forza nell'unità produttiva nelle assunzioni con contratto a termine. Sarà tuttavia possibile utilizzare nell’unità produttiva una maggiore percentuale di lavoratori a tempo determinato (fino al 28% dell'organico a tempo indeterminato), compensando quote di assunzioni non utilizzate in altre unità produttive.
Si evidenzia inoltre l’introduzione di un nuovo istituto il c.d. "contratto a tempo determinato di sostegno all'occupazione" che può essere stipulato, con durata minima di 12 mesi, esclusivamente con soggetti appartenenti alle seguenti categorie:

- soggetti senza impiego retribuito da almeno 6 mesi o che, negli ultimi sei mesi, hanno svolto attività lavorativa in forma autonoma o parasubordinata dalla quale derivi un reddito inferiore al reddito annuale minimo personale escluso da imposizione fiscale;
- soggetti che abbiano concluso il periodo di apprendistato presso altra azienda e il cui rapporto sia stato risolto alla fine della fase formativa;
- soggetti che abbiano esaurito l'accesso a misure di sostegno al reddito.

Ai lavoratori assunti con questo nuovo istituto devono essere garantite 16 ore di formazione, comprensive di quelle sulla prevenzione antinfortunistica, da evidenziare sul Libro unico del Lavoro.

Tali contratti, inoltre, non rientrano nella percentuale del 20% e del 28%, prevista per il caso di assunzioni a tempo determinato e in somministrazione.

Con riferimento al contratto a tempo parziale le novità riguardano il part time di 8 ore per la giornata di sabato o domenica, cui possono oggi accedere, oltre a studenti, lavoratori occupati presso altro datore a tempo parziale, anche i giovani fino a 25 anni di età.

Grandi innovazioni riguardano la disciplina della flessibilità dell'orario di lavoro, grazie alla nuova formulazione del relativo articolo che consente al datore di lavoro di richiedere ai lavoratori, nei periodi di maggiore intensità lavorativa con un preavviso di 15 giorni, lo svolgimento della prestazione oltre l'orario settimanale applicato in azienda entro il limite di 44 ore per 16 settimane nell'arco dell'anno (i 12 mesi decorrono dall'avvio del programma di flessibilità).
Le ore eccedenti l'orario settimanale potranno essere recuperate secondo le modalità previste dal programma di flessibilità e non saranno quindi retribuite con la maggiorazione prevista per lo straordinario.
E' opportuno evidenziare il fatto che per fruire della nuova flessibilità non vi è l'obbligo ricorrere ad accordi di secondo livello né ratifica da parte delle organizzazioni sindacali.
Oltre a questo tipo di flessibilità, sono previste due ulteriori ipotesi che per essere realizzate necessitano della stipula di accordi di secondo livello territoriale o aziendale.
La prima prevede la possibilità di richiedere una prestazione ordinaria da 45 a 48 ore settimanali per un massimo di 16 settimane nell'arco dell'anno mentre la seconda prevede la possibilità di richiedere la flessibilità oraria fino a 48 ore per un massimo di 24 settimane.
Le novità riguardano anche i lavoratori disabili (ai sensi dell’art. 3 comma 3 della legge 104/92) che non saranno più tenuti ad assicurare la prestazione lavorativa durante le domeniche richieste dal datore, rientrando da oggi nelle eccezioni.
Inoltre, la disciplina riguardante i congedi e permessi per handicap è stata adeguata alla nuova normativa disponendo che i genitori, anche adottivi, possano richiederli fino al compimento degli otto anni di età del bambino, anche nel caso di ricovero a tempo pieno del bambino presso istituti specializzati con presenza dei genitori, richiesta dai sanitari.
Con riguardo agli aumenti retributivi le decorrenze e gli importi dell'aumento (non assorbibile), al quarto livello, sono i seguenti:
- 15 euro dal 1° aprile 2015;
- 15 euro dal 1° novembre 2015;
- 15 euro dal 1° giugno 2016;
- 16 euro dal 1° novembre 2016;
- 24 euro dal 1° agosto 2017.
Per quanto concerne l’assistenza sanitaria obbligatoria, dal 1 aprile 2015 in caso di omissione del versamento contributivo al fondo Est l'azienda deve erogare al lavoratore un elemento distinto della retribuzione non assorbibile pari a 16 euro mensili; mentre in caso di mancata adesione al fondo Quas, l'edr dovuto è di 37 euro mensili.