IT / EN

L’assegno al sostegno della natalità introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 (c.d. Bonus Bebè)



In seguito alla pubblicazione in G.U. del DPCM 27/2/15 e alla emanazione della Circ. Inps n. 93 dell’8/5/15 , è possibile procedere alle richiede del nuovo assegno di sostegno alla natalità.

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 83 del 10 aprile 2015 è stato pubbilcato il DPCM 27 febbraio 2015 che contiene la disciplina del nuovo assegno al sostegno della natalità (c.d. “Bonus bebè”) previsto dalla legge di stabilità 2015.
Recentemente è intervenuta in materia l’Inps che, con la circolare n. 93 dell’8 maggio 2015, da un lato riassume la disciplina contenuta nel Decreto e dall’altro fornisce le istruzioni operative per la fruizione del nuovo bonus.
L’assegno, che spetta per ogni figlio (convivente con il genitore richiedente) nato o adottato tra il 1° gennaio 2015 ed il 31 dicembre 2017, va corrisposto mensilmente fino al terzo anno di vita del bambino, oppure fino al terzo anno dall’ingresso in famiglia del figlio adottato a seguito del provvedimento del Tribunale dei minori che dispone l’affidamento preadottivo.
Il nuovo bonus è previsto per i figli di cittadini italiani o comunitari oppure per i figli di cittadini di Stati extracomunitari con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo residenti in Italia, a condizione che il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente sia in una situazione economica corrispondente ad un valore dell’ISEE non superiore ai 25.000 euro annui. Per i nuclei familiari in possesso di un ISEE non superiore a 7.000 euro annui, l’importo annuale dell’assegno è raddoppiato.
La misura annua dell’assegno, che dipende dal valore dell’ISEE del nucleo familiare, è pari a 960 euro nel caso in cui il valore dell’ISEE non sia superiore a 25.000 euro annui.
Nel caso in cui il valore dell’ISEE non sia superiore a 7.000 euro annui, l’indennità è pari a 1920 euro.
L’INPS effettua il pagamento, direttamente al richiedente, per singole rate mensili pari a 80 euro o 160 euro, a seconda del valore dell’ISEE riferito al nucleo familare.
Tenuto conto della normativa sull’ISEE, per poter richiedere l’assegno è necessario preliminarmente presentare una Dichiarazione Sostitutiva Unica dalla quale risulti la presenza del figlio, per il quale si richiede l’assegno, nel nucleo familiare.
Il termine di validità di ogni D.S.U. scade il 15 gennaio dell’anno successivo a quello della sua presentazione per cui, decorso tale termine, occorrerà presentarne un’altra; in mancanza il beneficio verrà sospeso fino alla presentazione della nuova dichiarazione.
Con riferimento ai termini della domanda in generale è previsto che nel caso di figlio nato o adottato o in affido preadottivo, l'istanza può essere presentata entro 90 giorni dalla nascita oppure dalla data di ingresso del minore nel nucleo familiare a seguito dell’adozione o dell’affidamento preadottivo. In tale caso l’assegno spetta a decorrere dal mese di nascita o di ingresso in famiglia del figlio adottato a seguito dell’adozione o dell’affidamento preadottivo.
In caso di rinuncia al beneficio a favore dell’altro genitore, quest’ultimo può presentare una nuova domanda di assegno entro 90 giorni dalla rinuncia espressa ed in tal caso l'erogazione riprenderà secondo la durata complessivamente già concessa e nelle modalità indicate nella nuova domanda.
Se i genitore richiedente decede l’erogazione dell’assegno prosegue a favore dell’altro genitore convivente col figlio. A tale fine quest’ultimo, fornirà all’Istituto gli elementi informativi necessari per la prosecuzione dell’assegno secondo le modalità prescelte, entro 90 giorni dalla data del decesso.
In ogni caso, qualora la domanda sia presentata oltre i predetti termini di 90 giorni, l’assegno decorre dal mese di presentazione della domanda.
Se la domanda è stata presentata nei termini di legge, il primo pagamento comprende l’importo delle mensilità sino a quel momento maturate tuttavia l'istituto interromperà l’erogazione dell’assegno a partire dal mese successivo all’effettiva cono...• decesso del figlio;
• revoca dell’adozione;
• decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale;
• affidamento esclusivo del minore al genitore che non ha presentato la domanda;
• affidamento del minore a terzi.

Con riguardo alle modalità operative per il riconoscimento dell’assegno, l'istituto specifica che l'istanza deve essere presentata esclusivamente in via telematica tramite:
- WEB, accedendo, tramite pin dispositivo, ai “Servizi per il cittadino” >> Autenticazione con PIN >> Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito >> Assegno di natalità – Bonus bebè;
- il Contact Center Integrato - numero verde 803.164 (numero gratuito da rete fissa) o numero 06 164.164;
- i Patronati, attraverso i servizi offerti dagli stessi.
Il provvedimento di accoglimento o di rigetto della domanda è consultabile sul sito web istituzionale, mediante accesso al proprio profilo dello sportello virtuale attraverso il seguente percorso: -> Servizi per il cittadino -> Autenticazione con PIN -> Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito -> Assegno di natalità – Bonus bebè -> Consultazione domande -> Documenti correlati.
Si ricorda infine che l’assegno non concorre alla formazione del reddito complessivo di cui all’articolo 8 del testo unico delle imposte sui redditi.