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Jobs Act: i nuovi ammortizzatori sociali per i lavoratori subordinati



Le novità per l’indennità di disoccupazione che entrerà in vigore il prossimo mese di maggio, a seguito dell’emanazione del decreto attuativo della delega del c.d. Jobs Act.

Seguendo le linee guida del Jobs Act, il Decreto legislativo n. 22 del 4 marzo 2014 riorganizza la disciplina delle precedenti indennità di disoccupazione, introducendo la nuova assicurazione sociale per l’impiego (Naspi) a partire dagli eventi di disoccupazione che si verificheranno dal 1° maggio 2015.

Sono destinatari della nuova indennità di disoccupazione i lavoratori dipendenti con esclusione di quelli a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni (ex art. 1 comma 2 D.Lgs. n. 165/2001) nonché degli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato.

La NASpI è riconosciuta ai soggetti che abbiano perso involontariamente la propria occupazione e che siano in possesso dei seguenti requisiti:
- siano in “stato di disoccupazione”. A tal proposito ricordiamo che per stato di disoccupazione si intende la condizione del soggetto privo di lavoro, che sia immediatamente disponibile allo svolgimento ed alla ricerca di un’attività lavorativa secondo le modalità definite con i servizi competenti;
- possano far valere, nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, almeno tredici settimane di contribuzione;
- possano fare valere trenta giornate di lavoro nei dodici mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione;

Inoltre, come per l’Aspi la nuova assicurazione sociale per l’impiego spetta anche in caso di dimissioni per giusta causa e nelle ipotesi di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro definita presso una commissione provinciale di conciliazione (ex art. 7, Legge n. 604/66).

Per conoscere l’importo della nuova indennità, bisogna anzitutto calcolare la retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, dividerla per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicare il valore così ottenuto per 4,33. Nel caso in cui l’importo così ottenuto risulti pari o inferiore al massimale (1.195 euro per l’anno 2015) la Naspi sarà uguale al 75 per cento della retribuzione media mensile; in caso contrario l’indennità sarà pari al 75 per cento del massimale incrementato di una somma uguale al 25 per cento della differenza tra la retribuzione media mensile ed il predetto massimale.

La nuova indennità sarà corrisposta mensilmente ed avrà una durata pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. Ovviamente non saranno computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione. Inoltre, l’art 5 del decreto legislativo specifica che per gli eventi di disoccupazione verificatesi dal 1° gennaio 2017 la Naspi sarà corrisposta per un massimo di 78 settimane.

Ai fini della fruizione della nuova indennità sarà necessario presentare la relativa domanda all’INPS in modalità telematica entro il termine di decadenza di 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Il trattamento di disoccupazione spetterà a decorrere dall’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro o, qualora la domanda sia presentata successivamente a tale data, dal primo giorno successivo alla data di presentazione della stessa.

Tuttavia, ricordiamo che il diritto alla Naspi è condizionato alla regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa nonché ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai servizi competenti.

I fruitori di Naspi che intendano avviare un’attività lavorativa autonoma, di impresa individuale o sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa di lavoro, possono richiedere la liquidazione anticipata in un'unica soluzione.

Ricordiamo che, in base alla norma, è possibile cumulare il reddito derivante da un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale con la nuova indennità di disoccupazione, alle seguenti condizioni:

- il reddito derivante dalla nuova attività deve essere inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione;
- il lavoratore deve informare l’Inps entro un mese dall’inizio dell’attività, circa il reddito annuo che prevede di tratte dalla nuova attività.
Il lavoratore che durante il periodo in cui percepisce la NASpI instauri un rapporto di lavoro subordinato il cui reddito annuale sia superiore al reddito minimo escluso da imposizione fiscale decadrà dalla prestazione, salvo il caso in cui la durata del rapporto di lavoro non sia superiore a sei mesi (in tal caso la prestazione è sospesa d’ufficio per la durata del rapporto di lavoro). In caso contrario, se il reddito derivante dal rapporto di lavoro subordinato risulti inferiore al reddito minimo escluso da imposizione fiscale, il lavoratore percepirà un’indennità in misura ridotta.

E’ interessante la previsione secondo cui anche il lavoratore titolare di più rapporti di lavoro subordinato a tempo parziale il quale cessi da uno di tali rapporti a seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale (ex art. 7 L. 604/66) ed il cui reddito sia inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, ha diritto alla percezione della Naspi in misura ridotta.