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Il tramonto delle collaborazioni coordinate e continuative



Come cambiano le collaborazioni dopo il jobs act, quali rapporti saranno ancora possibili da sottoscrivere per il datore di lavoro

Con la pubblicazione dello schema di decreto sul riordino delle tipologie contrattuali, viene a delinearsi il futuro dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa.

Secondo la previsione dell’art. 47 del citato schema di decreto, dal 1° gennaio 2016 si applicherà la disciplina del rapporto di lavoro subordinato anche ai rapporti di collaborazione che si concretizzino in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative, di contenuto ripetitivo e le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro.

Da tale disposizione traspare la volontà del Governo di ridurre al minimo le alternative al rapporto di lavoro a tempo indeterminato anche se non tutte le collaborazioni in corso al 1 gennaio 2016 saranno convertite in rapporti di lavoro subordinato in quanto, secondo lo schema di decreto, sono esclusi dalla nuova disciplina:

a) le collaborazioni per le quali gli accordi collettivi stipulati dalle confederazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale prevedono discipline specifiche riguardanti il trattamento economico e normativo, in ragione delle particolari esigenze produttive ed organizzative del relativo settore;

b) le collaborazioni prestate nell’esercizio di professioni intellettuali per le quali è necessaria l'iscrizione in appositi albi professionali;

c) le attività prestate nell’esercizio della loro funzione dai componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società e dai partecipanti a collegi e commissioni;

d) le prestazioni di lavoro rese a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche

Ovviamente, sono salvi da possibili conversioni, in attesa dell’imminente riordino della PA, anche i rapporti di collaborazione con la pubblica amministrazione.

Inoltre, il Governo ha previsto un “premio” per i datori di lavoro che assumono, nel periodo intercorrente tra l’entrata in vigore dello stesso ed il 31 dicembre 2015, con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, soggetti già parti di contratti di collaborazione coordinata e continuativa anche a progetto e persone titolari di partita IVA.

Il premio, consistente nell'estinzione delle violazioni previste dalle disposizioni in materia di obblighi contributivi, assicurativi e fiscali connessi alla eventuale ed erronea qualificazione del rapporto di lavoro pregresso (salvo quelle accertate prima dell’assunzione), spetta soltanto a condizione che:

a) i lavoratori interessati alle assunzioni sottoscrivano, con riferimento a tutte le possibili pretese riguardanti la qualificazione del pregresso rapporto di lavoro, atti di conciliazione in una delle sedi previste dalla legge;

b) nei dodici mesi successivi all’assunzione, i datori di lavoro non recedano dal rapporto di lavoro, salvo che per giusta causa ovvero per giustificato motivo soggettivo.

Infine, per tutelare i rapporti di collaborazione a progetto in corso alla data di entrata in vigore del decreto, l’art. 49 prevede che le disposizioni del Decreto Legislativo numero 276 del 2003, relative alle collaborazioni a progetto, rimangono in vigore esclusivamente per la regolazione dei contratti già in atto alla data di entrata in vigore del futuro decreto.